Base sostegno atomizzatori in legno fai da te. Ho molti atomizzatori e almeno li tengo in ordine…

Ho abbastanza atomizzatori (una menzione d’onore a chi sa riconoscerli tutti) e credo che il numero sia purtroppo destinato a crescere… 🙂 . Dato che sono un amante dell’ordine e del fai da te, ho coniugato le due cose creando una base porta atomizzatori in legno. E questa nelle foto che seguono. 

Come legno ho scelto del comune multistrato -opportunamente levigato- perchè è molto leggero (e quanto sia importante la leggerezza ve lo mostrerò in seguito nel post), e abbastanza resistente. Ho scelto di non trattare il legno nè con tinture, nè con vernici, lucidature o cere per mantenere il tutto “neutro”, cioè senza sostanze chimiche che rilasciano odori che possano impregnare gli atomizzatori e il liquido ed il cotone in esso contenuti (i liquidi assorbono tutto). Naturalmente per evitare che gli atomizzatori e il liquido in essi contenuto possano assorbire gli odori e l’umidità (il Glicole Propilenico è altamente igroscopico) riporrò il tutto in un sacchetto per alimenti con chiusura ermetica.

Le dimensioni del multistrato sono di 24,5 cm x 21,5 cm, cioè quasi quanto una piccola piastrella. Per fare i fori ho utilizzato il mio fido trapano a colonna, dopo averli segnati con precisione a matita. La spaziatura tra i fori è fatta in modo che possano starci 30 atomizzatori fino a 30 mm di diametro. Punta per legno da 6 mm per i fori per l’attacco dell’atomizzatore e punta da 12 mm per i fori porta bocchino.

Nei fori da 6 mm poi ho avvitato, forzando, una vecchia base di un atomizzatore riuscendo a “filettare” il legno. Se il lavoro è ben fatto gli atomizzatori terranno perfettamente. Infatti come mostrano le foto sotto afferrando due atomizzatori si può sollevare tutto senza cedimenti, anche se il tutto ha un peso considerevole.

Il peso è quasi tutto degli atomizzatori, il pezzo di multistrato pesa 200 grammi scarsi.

Vi piace? E’ un punto di partenza, chi legge questo diario può far certo molto meglio di me costruendogli intorno una scatola in legno o -come ho intenzione di fare io in seguito- in plexiglass.
Avanti col fai da te… e mi raccomando, operate sempre rispettando tutte le norme di sicurezza!

 

 

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La “maturazione” dei liquidi? E’ una cagata pazzesca!

In giro sul web si legge spesso, e si sente dire anche in giro: la “maturazione” dei liquidi!
Dico io, ma il cervello che fine ha fatto?
Ne leggo e ne sento di tutti i colori: per me la “maturazione” è, e resta, una “cagata” pazzesca!
O almeno, ci sono altri termini, sia linguistici che di ragionamento, che vanno usati!
Un liquido non “matura” perchè non avviene nessuna reazione chimica tra i componenti del liquido che possa far “maturare” il gusto.
Possiamo dire che un liquido si miscela, si omogeneizza bene nel tempo, questo si: se poniamo la questione in questi termini di ragionamento, allora va bene!
Il gusto diventa “ottimo” solo per effetto della avvenuta perfetta miscelazione /omogeneizzazione, ovvero per dirla semplicemente, quando tutto l’aroma si sarà perfettamente miscelato/omogeneizzato con la “base neutra” del liquido (non uso il termine “legate“, poichè in chimica i legami tra molecole si stabiliscono solo se tra di esse vi è stata una “reazione”; e come sopra detto nei nostri liquidi reazioni non ne avvengono!).

Fatta la giusta considerazione che un liquido diventa “ottimo” solo quando è avvenuta una perfetta miscelazione /omogeneizzazione dell’aroma nella “base neutra”; poichè per definizione la base è “neutra”, cioè inodore e insapore e i suoi componenti non possono subire nessuna alterazione rispetto al gusto e all’odore (tranne che non vada a male), andiamo a considerare gli aromi, che invece il sapore e l’odore ce l’hanno eccome!

Possiamo e dobbiamo dire che alcuni aromi hanno una certa “componente alcolica” (che può essere piacevole o no a seconda dei gusti) che col tempo tende a svanire.
Possiamo e dobbiamo dire che alcuni aromi sono più deboli di altri, sia per quel che riguarda il gusto che l’odore (ed infatti non dosiamo tutti gli aromi alla stessa percentuale…)
Soprattutto però dobbiamo dire che alcuni aromi col tempo tendono a “svanire”, svilirsi, sia per quel che riguarda il gusto che l’odore.
Quindi i tempi quasi “biblici” che certi aspettano/consigliano per poi poter svapare un liquido li ritengo assolutamente assurdi!
Vi dico la mia:
I “fruttati” si aspetta massimo tre-cinque giorni di miscelazione /omogeneizzazione e poi bisogna consumarli in massimo 15 giorni, poichè l’aroma degrada in breve tempo!
Tutto il resto si aspetta massimo otto-dieci giorni di miscelazione /omogeneizzazione e poi bisogna consumarli in massimo 15 giorni, poichè l’aroma degrada in breve tempo!

Preparatevi i vostri liquidi poco per volta, costantemente, cercando di rispettare questi tempi qui di miscelazione /omogeneizzazione e consumo.

Questo è il mio consiglio, poi, fate vobis!

P.S. Quando io parlo di “aromi” intendo solo quelli “chimici”. Non ho mai svapato/preparato aromi organici, nè ho alcuna intenzione di farlo…

Da Ber”secchio” a Berserker”. Come con una semplice modifica il “rospo” seccante e/o pisciante, divenne “principe azzurro.

Questo è un atomizzatore che posseggo

Questo atomizzatore a volte aveva un difetto: o andava “in secca” o perdeva liquido dal foro dell’aria dopo ricaricato, e si spostava il cotone dagli alloggiamenti, che sono quelli nella foto sotto:

Come vedete nella foto sopra ha due asole per l’alloggiamento del cotone e all’interno delle asole i fori attraverso cui passa il liquido.
La modifica è consistita nell’allargare i fori di pescaggio del liquido quanto tutta la grandezza delle asole andando a fresare l’acciaio. Guardate la foto sotto, ho messo della carta rossa sotto le asole per far notare la differenza rispetto a prima

Facendo questo lavoro ho risolto i problemi di secca e perdite cui vi dicevo sopra. 
Questo atomizzatore lo reputo ottimo per il tiro di guancia: restituisce un ottimo aroma e consuma pochissimo liquido. In realtà ne ho tre, tutti già modificati.
Con questa modifica diventa “perfetto”, niente più secche, niente più perdite!

Per quanto riguarda la rigenerazione, io metto il cotone che rienpie tutte le aole e tocca la base. Poi voi regolatevi come meglio credete.

Fate questa modifica solo se siete bravi nel “fai da te” e avete gli strumenti adatti, altrimenti fatela fare a qualcuno capace.

Per il lavoro vii servono delle frese per acciaio da 1,5 mm da 2 mm e da 2,5 mm. In alternativa delle punte da trapano per acciaio dello stesso diametro.
Se non avete un trapano a colonna può bastarvi una morsa per tenere fermo l’atomizzatore (stringete pochissimo però, mi raccomando e mettete un panno o della gomma tra la morsa e l’atomizzatore) e un trapano-avvitatore a batteria (non a corrente, userete l’acqua per raffreddare: corrente e acqua vanno poco d’accordo e creano un mix pericoloso!) che andrà usato al numero minimo di giri. Raffreddate continuamente con acqua le frese/punte e la parte che fresate/bucate.  

Buon lavoro! 
P.S. Non dimenticate la “sicurezza” quando usate gli attrezzi, quindi attenti agli occhi usando gli occhiali protettivi, e attenti alle mani, mi raccomando! Rispettate sempre le norme di sicurezza!

Quanto sono sicuri i liquidi che svapi?

Quanto sono sicuri -anche per chi ti sta accanto- i liquidi che svapi?

Ci sono più domande importanti che dovresti porti sul tema, riguardano innanzitutto la tua salute e quella di chi ti sta vicino, e poi anche il gusto e la soddisfazione con cui svapi!
Vediamole!

A) I tuoi liquidi sono “certificati” a purezza farmaceutica?
Gli ingredienti -glicole propilenico, glicerolo vegetale, eventuale nicotina- che compongono un liquido per sigaretta elettronica dovrebbero avere tutti una purezza farmaceutica conforme alla Farmacopea Ufficiale (Fu) ovvero  Farmacopea Europea (Ph Eur). Questo vuol dire che sulla confezione del tuo liquido, o sul foglietto illustrativo che dovrebbe accompagnarli, dovresti espressamente trovare indicata accanto al nome di ogni singolo ingrediente la dicitura FuPh Eur.
Un produttore serio specifica sempre la qualità delle materie prime che utilizza, ci tiene a evidenziare la qualità del suo prodotto
Non c’è quella indicazione? Io non mi fiderei e butterei tutto!

B) I tuoi liquidi riportano la data di produzione e di scadenza? Se si, rispettala! Se no, butta via

C) I tuoi liquidi sono stati conservati diligentemente dal tuo venditore, al riparo dalla luce diretta e dal calore, in luogo fresco e asciutto? Questo, a prescindere dalla data di scadenza, incide sulla corretta conservazione della materia e sulla qualità e intensità dell’aroma del liquido che svaperai. E non dimenticarti di conservarli anche tu “diligentemente”!

D
) I contenitori dei tuoi liquidi hanno il il  tappo di sicurezza anti-manomissione per bambini
Prediligi sempre e solo liquidi che abbiano il contenitore con il  tappo di sicurezza anti-manomissione per bambini. E  ricorda di tenere sempre i tuoi liquidi lontano dalla portata dei bambini, di persone ignare dei rischi, e degli animali! 

EUsi liquidi con nicotina? Quanto ne svapi? A che concentrazione? A parte il fatto che ti consiglio di NON usarla, ti sei fatto il calcolo di quanta nicotina svapi in un giorno? Fattelo, ne va della tua salute…
Senza che mi metta a fare io i calcoli per te, fai questa considerazione: mediamente 20 sigarette (un pacchetto) contengono 20 mg di nicotina, quindi un mg ognuna. Questa quantità basta a nuocerti gravemente alla salute! C’è scritto sul “pacchetto” (“pacco” alla salute sarebbe meglio dire!) non me lo invento io…
Quindi, per analogia, calcola che se consumi 20 mg di nicotina al giorno coi tuoi liquidi ti stai nuocendo gravemente alla salute. almeno per quanto riguarda la nicotina, che è un veleno; e questo pur escludendo le sostanze da combustione che non assorbi!
Fatti un poco tu i conti (e qui sono cattivo, e aggiungo: se sei capace! Purtroppo leggo in giro e incontro gente che svapa e non sa nemmeno cosa voglia dire la concentrazione mg/ml di nicotina, figurarsi poi a fare certi calcoli: sembra che la matematica non sia stata più insegnata… Purtroppo!
Cmq qualche conto te lo faccio io, non sono poi cosi cattivo:
svapando 10ml di liquido con concentrazione 2mg/ml hai consumato 20 mg di nicotina;
svapando 5ml di liquido con concentrazione 4mg/ml hai consumato 20 mg di nicotina; svapando 6,6_ml di liquido  con concentrazione 6mg/ml hai consumato 20 mg di nicotina;
svapando 2,5ml di liquido con concentrazione 8mg/ml hai consumato 20 mg di nicotina.
E non dar retta a chi dice – è chi lo dice, uno studio scientifico? no, il tizio qualsiasi, che ha ZERO credibilità, ZERO!- che è quella che si vaporizza, ma non quella realmente assorbita: il principio di precauzione insegna che la quantità che si vaporizza venga considerata la quantità assorbita, tutta intera!
Fin quando non ci saranno studi specifici, precisi, e condivisi da tutta la comunità scientifica medica internazionale, è doveroso ragionare assolutamente in questi termini.
Regolati su questo,  non superare certi limiti, vale la tua salute! 


Ti fai tu i liquidi in casa?

1) Usa prodotti “certificati” a purezza farmaceutica o, meglio, acquista  glicole propilenico, glicerolo vegetale e acqua bidistillata direttamente in farmacia. E qui insisto, aggiungete sempre acqua ai vostri liquidi in percentuale minima al 8%.
La presenza di acqua nei liquidi per sigarette elettroniche è importante …: serve per veicolare meglio il liquido all’interno dell’atomizzatore, irrorando meglio e con più costanza la resistenza; inoltre riduce le temperature delle resistenze, prevenendo il potenziale rischio di formazione di acreolina e aldeidi in generale dovuto alle alte temperature raggiunte dal glicerolo“.
E usate basse percentuali di glicerolo. max 40%. Pensate all’aroma (e alla salute), i “nuvoloni” è roba da bambini…
Le basi neutre per “sigarette elettroniche” sono nate cosi: pg 50% – vg 40% – h2o 10%. 

2) Usa aromi di ottima qualità, soprattutto italiani: in Italia abbiamo almeno due grandi e seri produttori dei migliori aromi. Evita -ma questa è solo una mia opinione– tutto ciò che non è italiano, appartenga al “fatto in Italia”  (qui non si usano inglesismi). Usa aromi “certificati”!

3) Conserva diligentemente le materie prime con cui “crei” i tuoi liquidi, e soprattutto tienili lontano -oltre che dalla luce e dal calore e dall’umidità- dalla portata dei bambini, di persone ignare dei rischi, e degli animali!


4) Opera sempre in assoluta igiene e sicurezza, e usa sempre i guanti e gli occhiali! Sul perchè sarò chiaro facendo io i calcoli, a beneficio degli “ignari” e –senza offesa- dei somari in matematica e nello svapo: un boccino da 10 ml  di nicotina a concentrazione 20mg/ml (la massima concentrazione prevista dalla normativa cd TDP) contiene 200 (DUECENTO!) microgrammi di nicotina! Considera che la dose mortale per l’uomo è 0,5 – 1 mg/kg, quindi quel boccino può uccidere due volte e mezza un uomo del peso di 80 kg. Quindi non fare lo spilorcio e/o lo stupido, ed usa guanti ed occhiali, poichè se te la versi addosso o te la spruzzi negli occhi inavvertitamente –ricorda, la nicotina si assorbe anche per via cutanea– ci rimani “secco”,
stecchito!

5) Usa contenitori idonei ad uso alimentare. Lava e sterilizza i contenitori e ricordati di utilizzare esclusivamente flaconi contenitori con tappo di sicurezza anti-manomissione per bambini. Di tanto in tanto, non essere avaro, cambia i tuoi contenitori.


6) Etichetta e indica sempre cosa contengono i tuoi flaconi, e la data di preparazione. Indica anche   la pericolosità con gli appositi simboli. E’ semplicissimo con una stampante e con semplici fogli adesivi fare questo (ed è soprattutto “sicuro“). E’ anche molto gratificante: certi svapatori quando vedono i contenitori dei miei liquidi, belli e etichettati in modo personalizzato, apprezzano, lodano e piacevolmente imitano; altri dicono che sono fisse inutili: a questi è sempre un piacere per me rispondere 
che loro non lo fanno solo perchè sono in tutto una emerita “pippa“, semplicemente incapaci!

Alla prossima pagina del diario di “Svapo di guancia: sicurezza e aroma!” che inaugurerà la categoriaModifiche dispositivi” e avrà titolo:
Da Ber”secchio” a Berserker”. Come con una semplice modifica il “rospo” seccante e/o pisciante, divenne “principe azzurro“.

Perchè sono polemicamente dissenziente, e perchè per me lo svapo di polmone è una cagata pazzesca.

Perchè sono polemico sarò breve: una volta entravi in un negozio di “sigarette elettroniche” e sentivi degli ottimi profumi di aromi (e non c’era la nebbia come a Londra); il tizio-venditore -che in modo rassicurante svapava anche lui- cercava di offrirti, ovviamente secondo le proprie capacità, delle spiegazioni che se non proprio scientifiche, avevano almeno una certa cognizione di causa; insomma si atteggiava quasi a paramedico, nonchè esperto del settore; vestiva in modo elegante e sobrio e si capiva che il “bersaglio” era il cliente dai 30 anni in su che voleva smettere di fumare e voleva comprare, con una certa accortezza legata alla salute,  qualcosa che gli sembrava una “medicina” per smettere di fumare (ma non lo è, sia ben chiaro!). Bene (ma anche male, diciamolo!)! Uscivi dal negozietto con la tua “sigaretta elettronica” e, con un poco di impegno, riuscivi a smettere di fumare! Il negoziante era sempre li a tua disposizione, certo, facendosi pagare a caro prezzo… 🙂 🙂
Si parlava e ci si interessava col negoziante solo e soprattutto di sicurezza della sigaretta elettronica e degli “aromi”, che fossero quanto più possibile fedele all’originale, fosse tabacco o qualsiasi altro e quanto fosse “appagante”. Usavi la sigaretta elettronica ed i liquidi con tutte le precauzioni che ti indicava il negoziante; ed era difficile -se non impossibile, visti i modesti (per non dir miseri) dispositivi dell’epoca- che ti potessi far male. All’epoca i liquidi erano prefatti e la nicotina non superava i 18mg/ml ed il boccettino di liquido era massimo 10 ml; le batterie erano “miserissime”. L’unico rischio  -ma si trattava di essere stupidi!- era se ti bevevi il liquido o se te lo versavi addosso, rischio che comunque si corre anche oggi all’epoca di TDP ( che ritengo un provvedimento giusto solo per quel che riguarda la limitazione del contenuta massimo per ml di nicotina e che i boccini non debbano superare i 10 ml se contenenti nicotina; il resto lo ritengo una inutile e dannosa vessazione).

Poi passa il tempo e le cose invece di evolvere, involvono.
Oggi entri in un negozio –non tutti certo, ma il grosso di quelli da me visitati sta diventando cosi- di sigarette elettroniche, e trovi il tizio che è vestito da rapper e fa nuvole di fumo che sembra una ciminiera, sembra di essere a Londra. E sembra che voglia farti iniziare a svapare, cosi, giusto  perchè non c’è niente di meglio e più alla moda da fare nella vita. Ti parla solo di massimi wattaggi e di quantità di vapore industriali. Ti cita i, per me, pessimi liquidi in stile americano con dosaggi aromatici da vomito (perchè gli americani hanno un gusto o un palato? mangiano robe che io non esito a definire merda!) Si capisce subito che il “bersaglio” sono i “gggiovani” (o i vecchi babbioni che si atteggiano a ventenni), che vogliono essere alla moda magari con l’ultimo dispositivo che produce megawatt come una centrale nucleare; ti citano fili intrecciati per resistenze che in realtà sono cavi da traino e/o barriera elettrificata. Di sicurezza dei dispositivi e dei liquidi se ne parla poco, molto poco: si parla molto di “tendenza”. Questo vale anche grosso modo per certi siti in rete. Addirittura, e questo mi suscita ira funesta e totale, certi negozi, sia fisici che in rete offrono “erba“, pur senza THC, legale, ma pur sempre “erba”. E su questo NON SONO ASSOLUTAMENTE D’ACCORDO!!!
La sigaretta elettronica serve a smettere di fumare e questi offrono roba da ROLLARE?
NO! NO! NO! E’ un assurdo commercio e una brutta piega che assolutamente NON CONDIVIDO!  Uno svapatore serio dovrebbe sempre esternare il proprio dissenso su questa cosa.
Io ad esempio non compro e nemmeno ci entro in questi negozi -fisici o in rete– che offrono ste’ robe, questo come forma personale di boicottaggio.

Sul perchè lo svapo di polmone sia per  me una cagata pazzesca sarò breve limitandomi ad un breve elenco con brevi spiegazioni:
1) La sigaretta elettronica serve (ad un ex fumatore) per imitare e sostituire le mefitiche sigarette di tabacco: nella gestualità ed in un eventuale assorbimento di nicotina che, non dimentichiamolo, è un veleno per l’organismo, e produce dipendenza. La sigaretta elettronica non è un Cilum, e non ho mai visto in giro sigarette che producano la quantità di “fumo” che producono i dispositivi polmonari.
2) L’organo di senso del gusto è la lingua insieme col proverbiale “palato” (anche il naso fa la sua parte volendo essere pignoli). E questa è scienza e non una opinione personale.
I polmoni non servono a “gustare”, anzi meglio: non possono! Quindi il “maggiore aroma coi polmoni” di cui vanno cianciando certi, scientificamente detto e provato sopra, “è una cagata pazzesca“.
3) Per chi è nicotina-dipendente:
a) Assunto fondamentale: la nicotina viene assorbita dal nostro organismo, oltre che tramite gli alveoli polmonari e messa in circolo nel sangue facendola arrivare ai neuro-recettori, anche per via cutanea e quindi attraverso i tessuti molli della bocca. Motivo per cui io non respiro il vapore prodotto dalla sigaretta elettronica, ma mi limito a farlo transitare dalla bocca e farlo eventualmente passare per il naso e poi lo espiro. Io non respiro i miei liquidi, mi limito a gustarne l’aroma con la bocca. Il massimo risultato col minimo rischio ed il massimo gusto! Invito anche chi legge a fare lo stesso (oltre che a invitarlo soprattutto a smettere del tutto anche la sigaretta elettronica!).
b) chi svapa di polmone usa minori dosi di nicotina, ma consuma più liquido contenente nicotina per raggiungere la dose desiderata. Anche questa “è una cagata pazzesca”: Raggiungere lo stesso risultato col massimo sforzo  -cioè maggior consumo di liquido e maggiore spesa, oltre che maggior rischio per la salute inalando nei polmoni prodotti che, pur se a base farmaceutica, sono testati clinicamente e scientificamente solo per uso esterno- “è una cagata pazzesca“! I risultati vanno raggiunti sempre col minimo sforzo e il minor rischio e danno per la salute (e a chi può interessare, la minore spesa)!

2) Tutto lo ” svapo di polmone” può servire, secondo me, a incentivare il “consumo” di prodotti, ciò vuol dire: per te maggior spesa e per il settore maggiore guadagno. Infatti:

a) Di “polmone” si consuma più liquido e più aroma. I venditori probabilmente ne traggono di certo maggior guadagno! Tu probabilmente no …
b) si consuma più “batteria”. Quindi hai bisogno di più batterie e/o di dispositivi sempre più “performanti”, incentivando la cd. “scimmia” del consumatore…
c) per ottenere wattaggi estremi si spingono le “batterie” a amperaggi estremi: ciò aumenta il rischio di esplosione delle “batterie”. Se è pur vero che chi è esperto della materia usa con cognizione di causa le migliori batterie ed con gli strumenti adatti calcola una data resistenza ad un dato wattaggio quanti ampere faccia transitare per la batteria, il “difetto” di fabbrica o la vetustà della batteria, il venditore non dico disonesto ma distratto e l’utilizzatore stupido di turno che non sa quanti ampere di scarica possa reggere la sua batteria sono sempre in agguato. E non è assolutamente piacevole farsi esplodere una batteria in faccia
d) Rischio acreolina: lo “svapo di polmone”, per certi versi, quasi impone l’uso di liquidi contenenti grosse percentuali di glicerolo. Non voglio dilungarmi nè stare qui ad offrire spiegazioni scientifiche sul tema, mi limito a copincollare da un altro sito :

il glicerolo ad alte temperature genera acroleina (un aldeide) che è una sostanza tossica per il fegato ed irritante per la mucosa gastrica. Allo stato attuale non si hanno informazioni certe sulla temperatura esatta che deve raggiungere la glicerina per generare acroelina (le ipotesi più pessimistiche parlano di 150 °C, le più ottimistiche di  290 °C) e soprattutto non si conoscono con certezza le temperature che vengono raggiunte negli atomizzatori e se vengono raggiunte temperature potenzialmente pericolose. L’unica cosa certa è che l’acroelina è, tra le varie componenti di una base da svapo, una sostanza potenzialmente a rischio, e che è consigliabile per questo motivo non eccedere con la concentrazione di glicerina e di non far mancare una minima percentuale d’acqua all’interno della base stessa“.

E nello “svapo di polmone”, con liquidi a grasse percentuali di Pg, il liquido denso, una cattiva rigenerazione e/o alimentazione della coil, il rischio di produrre e inalare acreolina a grosse dosi è dietro l’angolo. Da dire poi che una cosa è una”steccata” a 7,8 watt  (il wattaggio massimo a cui svapo io 🙂 🙂 ) e altra è una “steccata” a 50 watt (non voglio nemmeno pensare a gente che svapa a 100 watt e si piglia una “steccata”: roba, se non da ricovero, certamente da incubo…).

Ci sarebbe da aggiungere ancora molto altro, ma rischio di non mantenere la parola sulla brevità! E poi penso che tanto basti a chi ha un poco di sale in zucca…